CUP: B64H25001500007 – ID 158
«Iniziativa finanziata con risorse del PR Campania FESR 2021-2027 – Asse prioritario 1, RSO1.3, Azione 1.3.1 – Avviso pubblico per il sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative.»
a cura di Fondazione Cultura&Innovazione ETS:
POZZUOLI OLè

L’edificio di Palazzo Toledo, la cui costruzione avvenne tra il 1539 e il 1541, sorgeva sulla stessa area dove secondo le fonti esisteva già una residenza appartenuta ai sovrani Angioini prima ed Aragonesi poi, affiancata da un monastero benedettino che per questo motivo è indicato nelle cronache come Sant’Andrea de palatio. Il palazzo Toledo è un grosso complesso edilizio costituito dalla dimora del Viceré, da una torre di avvistamento e dalla cavallerizza, un edificio basso e lungo, parallelo all’attuale via Pergolesi, che ospitava gli alloggiamenti per i soldati e le stalle, e sul cui portale d’ingresso è ancora visibile lo stemma del Viceré. La torre aveva il compito di difendere il palazzo, ma anche di controllare l’ingresso del porto, ed era parte di un sistema difensivo che faceva capo al castello di Baia, per l’avvistamento delle navi dei pirati saraceni. Tutto il complesso venne edificato in una posizione estremamente panoramica, di fronte al golfo e al porto, ed è circondato da un rigoglioso e vasto giardino che, dall’osservazione dell’iconografia antica, appare evidente si estendesse dall’ingresso del palazzo in direzione nord, cioè verso l’attuale via Follieri e le ex Terme Lopez.
Dopo la morte del Vicerè il palazzo, almeno per tutto il Seicento è appartenuto alla famiglia Toledo ed ha continuato ad avere la magnificenza di un tempo. Quando i Toledo lasciarono Pozzuoli per tornare in Spagna, la dimora del Vicerè conosce un primo momento di abbandono fino al 1872 quando, su progetto dell’arch. Ernesto Villari, vennero aggiunti altri due piani diventando l’ospedale di Pozzuoli, funzione che mantenne fino al 1970 quando venne sgomberato in conseguenza del bradisisma. Nel 2005 il Comune di Pozzuoli ha avviato la ristrutturazione dell’edificio con l’intento di farne un sito centrale per lo sviluppo dell’intera città di Pozzuoli: in questa nuova veste la dimora di Don Pedro de Toledo viene riaperta al pubblico nel marzo del 2009 e dall’aprile 2011 ospita l’Archivio Storico, la Biblioteca Civica e l’Ufficio Beni Culturali, diventando così il Polo Culturale del Comune di Pozzuoli.
Questa breve descrizione del complesse da l’idea della valenza del sito dal punto di vista storico, culturale e archeologico, avallata dall’inserimento del complesso tra i luoghi meritevoli di tutela, conservazione e valorizzazione poiché facente parte del patrimonio artistico, naturalistico e paesaggistico del territorio. È inoltre un bene culturale individuato ai sensi dell’art. 10 del D.lgs 42/2004 conservato in sedi di grande pregio storico-artistico e storico-architettonico, inserito a pieno merito nella lista dei luoghi della cultura insistete sul territorio regionale.
Il progetto si basa sulla realizzazione dei seguenti interventi:
- Installazione totem guida e wall monitor: Attraverso il totem si avrà accesso ad una serie di percorsi tematici che accompagneranno il turista verso la scoperta del sito. La descrizione dei percorsi è supportata, poi, dalle immagini che scorrono sui wall monitor che arredano gli spazi del palazzo Toledo, dando quindi informazioni aggiuntive sulle peculiarità del sito in cui si trovano e degli altri luoghi di interesse storico, archeologico e culturale dell’area.
- Sviluppo di una APP su tre direttrici. Oltre ai percorsi, tema principale, l’applicazione contiene richiami all’offerta ricettiva e culinaria locale. L’APP indicherà non solo i prodotti tipici del territorio, ma anche dove poterli acquistare, in maniera tale da creare una rete con l’economia del territorio. Il terzo tema riguarda la connessione del Complesso Toledo con gli altri siti di interesse da visitare a Pozzuoli e dintorni, incluso la calendarizzazione di eventi e indicazione dei luoghi.
- Percorsi immersivi. Rappresentano una vera e propria esperienza multimediale di attrazione turistica che mira a creare una narrazione immersiva. La volontà è quella di predisporre diverse forme di edutainment – intrattenimento educativo – per le diverse tipologie di pubblico che afferiscono al complesso. I visitatori non solo vedranno ma “vivranno” attraverso la realtà aumentata lo scorrere della vita al tempo dei Romani, fornendo informazioni in tempo reale sulle rovine, mostrando ricostruzioni virtuali di come apparivano in passato. I visitatori, pertanto, potranno esplorare virtualmente gli edifici, guardare scene di vita quotidiana e imparare in modo coinvolgente la storia e la cultura del luogo.
- brand Palazzo Toledo. La comunicazione intentende promuovere pratiche di turismo responsabile e proteggere il patrimonio naturale e culturale sono elementi chiave per uno sviluppo duraturo. Integrare tecnologie innovative, come app e realtà aumentata, inoltre, migliorano decisamente l’esperienza turistica e servono a monitorare le nuove tendenze turistiche, aiutando a mantenere l’area di interesse al passo con i tempi e ad innovare continuamente.
- Network. Il progetto intende estendere la sua valenza anche all’intera Area, volendo così dare spazio anche ad una alleanza tra diversi Comuni che incidono su quest’area per valorizzare un’offerta territoriale che vada oltre il confine del Palazzo da cui la proposta prende spunto. L’idea profusa in questo specifico intervento mira a promuovere un turismo complementare tra i vari luoghi e non alternativo. Il network rappresenta, in quest’ottica, il collegamento con gli altri siti di interesse archeologico dell’area. La finalità non si limita alla valorizzazione del sito ma vuole proporre il Complesso Toledo come centro attrattivo dei siti di interesse archeologico creando un unico percorso più ampio: quello dei Campi Flegrei, superando la frammentazione che oggi contraddistingue il territorio.
Olè vuole ottenere con la realizzazione degli interventi da un lato la valorizzazione del sito, dall’altro vuole proporre il Complesso Toledo come centro attrattivo dei siti di interesse archeologico dell’area intorno al quale, in rete tra loro, siano collegati questi ultimi, creando un unico percorso più ampio: quello dei Campi Flegrei, superando la frammentazione che oggi contraddistingue il territorio.

